Attrezzatura essenziale per uomo in mare
Avere l’attrezzatura giusta facilmente accessibile è la prima linea di difesa. Gli elementi chiave includono:
- Dispositivo di galleggiamento personale (PFD) con imbragatura e sagola: La persona in mare dovrebbe già indossare un giubbotto salvagente, preferibilmente di tipo gonfiabile con attivazione automatica e un fischietto. Un’imbragatura e una sagola possono impedire alla persona di allontanarsi dalla barca, specialmente su una barca a vela inclinata[1].
- Dispositivi di galleggiamento lanciabili: Dispositivi come un Lifesling, una sagola di lancio o un salvagente a ferro di cavallo con un drogue possono essere lanciati alla vittima per fornire galleggiamento e un mezzo per riportarla alla barca. Il Lifesling, in particolare, è progettato per un lancio e recupero facili[2].
- Ausili per il recupero MOB: Una scala dedicata MOB, una rete o un pozzetto poco profondo possono aiutare a sollevare la persona a bordo. Alcune barche installano una battagliola MOB dedicata o un portello di popa rimovibile.
- GPS/Carta nautica elettronica con funzione MOB: La maggior parte delle carte elettroniche moderne ha un pulsante MOB dedicato che segna la posizione esatta e può guidarti indietro con una linea di rotta. Attivalo immediatamente[3].
- Radio VHF: Usala per trasmettere un Mayday e coordinare con imbarcazioni vicine o soccorso a terra se necessario.
Tutta questa attrezzatura deve essere facilmente accessibile, non riposta sotto coperta. Effettuare ispezioni regolari per assicurarsi che tutto sia in buone condizioni e che si sappia come usarla[4].
⚓ Consiglio dell’esperto: Prima di qualsiasi traversata oceanica, fare un controllo completo dell’attrezzatura: batterie cariche, date di scadenza aggiornate, parti di ricambio accessibili.
Azioni immediate: Le 3 P – Proteggere, Posizionare, Preservare
Quando qualcuno cade in mare, la reazione deve essere rapida e decisa:
- Proteggere: Urlate “Uomo in mare!” e allertate tutto l’equipaggio. Lanciate immediatamente un dispositivo di galleggiamento alla vittima. Se il motore è in funzione, mettetelo in folle per evitare lesioni dall’elica, ma mantenete abbastanza spinta per conservare la governabilità se necessario. Alcuni comandanti tengono il motore al minimo per mantenere la manovrabilità, usando un membro dell’equipaggio come vedetta dedicata all’elica[5].
- Posizionare: Assegnate un membro dell’equipaggio per mantenere la vittima sempre a vista. Usate il pulsante GPS MOB. Girate la barca per tornare verso la vittima. Ci sono due metodi principali di virata: la virata rapida (virata Williamson per le imbarcazioni a motore, o una virata-strambata per le barche a vela) e la virata a 8 per le imbarcazioni più grandi. La scelta dipende dal tipo di barca e dalle abilità dell’equipaggio[1].
- Preservare: Mantenete la vittima al caldo e calma. Se la vittima rimane in acqua per un periodo prolungato, l’ipotermia è un rischio principale. Tenete pronta una tuta di sopravvivenza riscaldata se le condizioni sono fredde.
Tecniche di recupero per le barche a vela
Le barche a vela presentano sfide uniche dovute ad alberi, sartie e inclinazione. Il recupero deve essere adattato all’andatura:
Recupero al traverso (vento dal lato)
Se la barca è al traverso quando si verifica il MOB, l’approccio consueto è girare la barca controvento (prua al vento) e poi poggiare sulla murata opposta, portando la vittima sul lato sottovento. Questo tiene lontane sartie e boma dalla persona in acqua[2]. I passaggi:
- Urlare MOB e lanciare un dispositivo di galleggiamento.
- Liberare la randa dal winch (se possibile) per permettere movimento libero.
- Girare la barca sulla murata opposta usando una serie di virate o una strambata a seconda della direzione del vento.
- Avvicinarsi alla vittima sul lato sottovento, con le vele a sventare per ridurre la velocità.
- Lanciare la sagola o usare un gancio da barca per avvicinare la vittima lungo il fianco.
- Usare il winch o un paranco per issare la persona a bordo, preferibilmente nel punto più basso del ponte (come il pozzetto o un portello di popa).
Recupero in poppa (vento da dietro)
Una persona che cade in mare mentre si naviga in poppa può finire nel “vuoto” della barca dietro la randa, rendendo il recupero più difficile. La tecnica consigliata è poggiare fortemente e poi orzare per avvicinarsi al traverso, portando nuovamente la vittima sul lato sottovento. Evitare la strambata con l’equipaggio in coperta a meno che non sia assolutamente necessario a causa del pericolo di un boma fuori controllo[3].
In tutti i casi, tenere l’elica lontana dalla vittima. Se si usa il motore per manovrare, assegnare una vedetta per osservare la persona in acqua.
Tecniche di recupero per le imbarcazioni a motore
Le imbarcazioni a motore possono manovrare più rapidamente e hanno meno sartie di cui preoccuparsi. Il recupero standard è una virata inversa (chiamata anche virata Williamson) che riporta la barca sulla propria scia verso la posizione della vittima. Passaggi:
- Segnare MOB sul GPS.
- Mettere il timone tutto verso la direzione della virata iniziale (di solito lontano dalla vittima per evitare le eliche).
- Una volta che la barca ha girato di circa 240 gradi, raddrizzare il timone e mantenere la rotta finché la scia non è al traverso.
- Poi girare la barca per avvicinarsi alla vittima sul lato sottovento (rispetto al vento).
- Rallentare al minimo e usare una scala o aiutare la vittima a salire a bordo[4].
Le imbarcazioni a motore con propulsori di prua e popa possono usarli per perfezionare l’avvicinamento senza usare la spinta dell’elica troppo vicino alla persona.
Esercitazioni e addestramento
La pratica fa la perfezione. La Guardia Costiera degli Stati Uniti e le organizzazioni veliche raccomandano di effettuare esercitazioni MOB almeno trimestralmente, e idealmente mensilmente durante l’apprendimento[5]. Un’esercitazione tipica:
- Un membro dell’equipaggio lancia un salvagente o un manichino zavorrato fuoribordo (o usa un dispositivo di addestramento MOB dedicato).
- Urlare “Uomo in mare!” e attivare la funzione GPS MOB.
- Eseguire la manovra di recupero appropriata all’andatura.
- Praticare il recupero dell’oggetto e portarlo a bordo usando il metodo previsto (scala, rete, argano).
- Cronometrare l’esercitazione; l’obiettivo è recuperare la vittima entro 2–3 minuti in buone condizioni.
Registrare i risultati e identificare i miglioramenti. I ruoli dell’equipaggio dovrebbero essere assegnati in anticipo: vedetta, lanciatore, timoniere e squadra di recupero.
Considerazioni mediche
Una volta che la vittima è a bordo, valutare lesioni e ipotermia. Anche in acqua calda, lo shock e l’ipotermia possono subentrare rapidamente. Rimuovere i vestiti bagnati, fornire protezione termica asciutta e dare liquidi caldi e dolci se la persona è cosciente e non ha lesioni. Cercare assistenza medica il prima possibile, specialmente in caso di trauma cranico o immersione prolungata[1].
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Conclusione
Un recupero riuscito di uomo in mare dipende dalla preparazione, dall’attrezzatura, dalla pratica e dall’esecuzione calma. Conoscendo la propria attrezzatura, addestrando l’equipaggio e padroneggiando le manovre, si aumentano drasticamente le probabilità di un esito positivo. Rendete le esercitazioni MOB una parte regolare della vostra routine velica.
Fonti
- Guardia Costiera degli Stati Uniti: Guida tascabile Uomo in Mare – Procedure, attrezzatura ed esercitazioni per imbarcazioni a motore e a vela.
- World Sailing: Regole di Regata a Vela – Regole 1.2 (Recuperi mediante virata vs. strambata) e definizioni.
- Ocean Safety: Guida all’Attrezzatura Uomo in Mare – Panoramica di Lifesling, dispositivi lanciabili e sistemi di recupero.
- Sailing World: Sistemi di Recupero Uomo in Mare – Consigli pratici sull’installazione e l’uso dell’attrezzatura.
- RYA: Guida al Recupero Uomo in Mare – Linee guida del servizio di salvataggio britannico e raccomandazioni di formazione.
